Uh! Oh! A proposito di appuntamenti, vampiri, sangue e cippirimerlo, non dimenticatevi che tra una settimana uscirà in tutte le sale italiane il secondo film della saga di Twilight: New Moon.
Ma la notizia vera non è questa, perché il 19 novembre 2009, in tutti gli Oedvarner Village e Oedvuci Cinema mondiali, uscirà la risposta indiana, e ben più interessante, di questo atteso film: LUNA VEGIA.
Gli attori protagonisti, Roberto Patema - Tailleur De Lana - Cristina Strizza, poiché dotati del dono dell'ubiquità, saranno presenti in tutte le sale per gli autografi; non mancate!!
Credo che sia chiaro e palese a tutti quanti che da quando è uscito Twilight, il film, le librerie di mezzo mondo si sono riempite della saga di Stephenie Meyer e di altri mille mila libri con un unico tema comunicante: i vampiri, gli zombie, tutto-ciò-che-è-morto-ma-ancora-non-puzza. Persino gli angolini dei supermercati adibiti a libreria sono zeppi di copertine nere e tetre di fianco ai libretti da colorare di Winnie The Pooh. Io credo di far parte di quella -ahimè- alta percentuale di persone che cascano come dei fichi maturi nel tranello della fascetta. Cos'è? Direte voi. Avete in mente la fascetta che avvolge il libro, con scritto il numero delle cope vendute, la posizione in classifica, ecc.? Ecco, io sono la preda preferita delle fascette, perché tutte le volte che vedo comparire il nome della Meyer sopra una di esse (La nuova Stephenie Meyer!!! La Stephenie Meyer italianaaa!!!), dalla mia bocca esce un bell'amo con tanto di vermiciattolo, e finisco per acquistare il libro. E rimango delusa, sempre. Tranne una volta, ma il libro non l'avevo scelto per la fascetta, bensì per la trama, e infatti mi è piaciuto... e mi è piaciuto anche il secondo capitolo...
Ma andiamo in ordine: ho stilato una specie di classifica, basata sulle mie letture di genere vampiresco in fase after Meyer. Sarà forse che Twilight, New Moon, Eclipse e Breaking Dawn sono stati i primi e insostiuibili a mio parere, poiché generatori di emozioni uniche, ma tutte le letture posteriori a queste mi sono sembrate a tratti insignificanti, a tratti copie malriuscite, a tratti geniali.
Partirei con un buuuuuuuuuuuuu clamoroso per il primo delle sòle che ho acquistato, che si merita a pieno titolo la medaglia d'oro come libro più incomprensibile e noioso della storia. Farfalle Nere di Tara Bray Smith (vedete le scemate che scrivono in copertina pur di vendere?) parla di... boh, chi l'ha capito?? Vi copio ed incollo la trama, presa da Horror Magazine, una trama di 3 righe.. il che dice tutto: Tre ragazzi, ognuno tormentato da un problema diverso. Una storia d’amore, orrore e magia in una America dura ma al contempo seducente e trasgressiva. Storia d'amore -bah- orrore e magia -un'accozzaglia di termini strani sena alcuna spiegazione, avvenimenti scollegati e incomprensibili tra loro- seducente e trasgressiva -talmente coinvolgente da metterci due mesi a finire il libro!-. A mio parere: da eliminare.
Chiara Palazzolo dovrebbe essere, secondo la fascetta, la Stephenie Meyer italiana, e il suo Strappami il cuore si aggiudica senza ombra di dubbio il primo posto come libro più... SCHIFOSO! Sì, proprio nel vero senso della parola. Non nascondo che in alcuni tratti mi sono venuti dei conati di vomito. Volgarità, putrefazione, sesso, crudeltà, bestialità. Questo thriller fa proprio schifo, ma non per la trama (che non parla propriamente di vampiri, più di zombie se vogliamo) o per il modo in cui è scritto, perché su quello non posso dire assolutamente niente, è davvero coinvolgente, ma per il modo in cui vengono fatte le descrizioni: dettagliate, pure troppo. Da leggere a stomaco vuoto.
A Charlaine Harris e il suo Finché non cala il buio, della serie True Blood, non posso rimanere indifferente, ma si aggiudica, secondo me, il primo posto come libro più assurdo. Il sangue sintetico, che se pur vera invenzione è abbastanza divertente che sia usata dai vampiri... è come se noi umani mangiassimo i fagiolini e le melanzane di plastica comprese nella cucina di Barbie! E poi la ragazza che legge nel pensiero, che si fa mordere per piacere e beve il sangue del vampiro per farsi forza... andiamo dai! Da leggere, se volete passare qualche ora senza pensieri, e poi eliminare.
La saga che invece più mi ha colpito per gli avvenimenti e per il coinvolgimento emotivo, è quella della Casa della Notte di P.C. & Kristin Cast, coi loro primi due volumi: Marked e Betrayed.
Adolescenti che vengono segnati e destinati a trasformarsi in vampiri o, se il loro corpo non accetta la trasformazione, a morire. Strappati alle loro vite "normali", il che a volte è un bene, per crescere, studiare ed imparare in una scuola superiore apposita, la Casa della Notte appunto, dove tutto è capovolto: abitudini, diritti, doveri, sentimenti... tutto. Questa saga si aggiudica il primo premio come miglior surrogato della saga di Twilight! Da leggere e conservare assolutamente, se non altro per il fatto che sulle fascette non c'era alcun riferimento alla Meyer!! Per chi lo volesse sapere, Chosen, il 3° volume, uscirà in Italia agli inizi del 2010. E poi dovranno seguire a ruota il 4°, Untamed, il 5°, Hunted ed il 6° Tempted... e noi piccole indiane vampirizzate non vediamo l'ora! ;p
Scusate, ma Throwfly, il mio fidato lanciafiamme custodito gelosamente in borsetta (Ah! Tra l'altro mi ero dimenticata di menzionarlo nei post precedenti, e a lui non è piaciuta sta cosa. Lo dico per la gente che oggi mi ha incontrato per strada e ha notato la mia metà faccia totalmente priva di capelli, ciglia e sopraciglia) mi ha suggerito che questo errore di Facebook
da qualche tempo appare in modo fastidiosamente frequente e vorrebbe creare un gruppo "Uccidiamo Ops!", ma ha paura delle ritorsioni parlamentari.
Vi ringrazio in anticipo per i consigli e le delucidazioni che sono sicura lascerete in questo post (vi prego, ha minacciato di infiammarmi l'altra faccia... fatelo per Luna Nascente, a lei piace tanto tirare i capelli della zia!!)
Weekend decisamente produttivo, quello appena passato: una nuova nipote, un'ingolfata di tartufo... cosa volere di più?? Sì, avete letto bene: sabato 31 ottobre è nata la più bella tra le streghette in circolazione, la piccola (mica troppo, 4 kg di bimba) Laura! E un benvenuto a lei, benvenuta in questa gabbia di matti che è il mondo. Vi aspetterete che le dica "ma chi te l'ha fatto fare di uscire", ma non lo farò primo perché lo dico a tutti i pargoli che nascono e secondo perché alla fine la vita è bene che sia vissuta, non solo immaginata.
Il tartufo, anche quest'anno l'ho nasato un po' e tra una porcinella nascosta in scaglie di tartufo nero e dei gnocchetti allo zola irrorati di tartufo bianco, ho mandato a vadaviaiciapp le ristrettezze alimentari degli ultimi tempi per fare spazio, almeno per un paio di giorni, al sapore vero, quello con la S maiuscola! E che diamine, n'è valsa la pena!
Ma il mio pensiero fisso, cari amici, eravate proprio voi! Sì, vi ho lasciato così, con informazioni mediocri sull'utilità e l'agibilità della borsetta femminile, senza avervi dato la notizia più importante, che custodivo accuratamente solo per voi. Direte: ma cosa ci sarà ancora da dire su questo argomento?
Vi è mai capitato di trovarvi per l'aperitivo in piazza, in posti all'aperto -magari non in questo periodo altrimenti come ghiaccio per il Martini potreste adoperare le vostre dita- su tavolini francobolliotici e sedie con spalliera arrotondata? Se non vi è mai capitato, immaginatelo suvvia! Qual è il problema principale e fondamentale? Sì, proprio quello: dove appoggiare la borsa.
Accucciare la Prada di pelle immacolata sul selciato polveroso: non se ne parla.
Pretendere di dividere la sedia, proporzionata al tavolino e su misura per ragazzine in pubertà, con 72 kg di The Bridge colma di tutti gli elementi menzionati nel post precedente: non se ne parla.
Appoggiare la Blumarine da cerimonia, interamente cosparsa di strass, su collant 15 denari col rischio che col minimo attrito parti una Route 66 di smagliatura: non se ne parla.
E più precisamente a tutte le personi normali, che amano la loro borsa da quattro spiccioli e non la vogliono veder calpestata dal cameriere con il successivo e classico goccino di San Bitter in discesa rapida verso l'unico centimetro quadrato bianco di tutta la borsa, cosa si può consigliare?
Eccoli qui, da Hong Kong -che ho sempre pensato fosse il papà di King Kong-, i Bang Hanger, pratici e piccoli (ma pur sempre da aggiungere alla lista delle cose da mettere in borsa) "gioielli" da affrancare al tavolo e sul quale appendere la propria ognimarca bag. E ce ne sono di tutti i colori, eh.. da quelli con forme diverse, di charms o animali...
a quelli con strass e megabrillocchi...
ma i miei preferiti in assoluto sono quelli snodabili, che si richiudono come le palline dei Pokemon e che si riaprono come ditina meccaniche....
Ma cosa ci volete fare... i cinesi sono troppo avanti su queste cose... loro, se vedono un'amica con un mozzicone di sigaretta spiaccicato sul fondo della borsetta, glielo dicono e trovano la soluzione per ovviare a questo imbarazzante problema... Ora io non oso immaginare cosa si inventeranno se vedranno la propria amica uscire dal bagno col classico pezzetto di carta igienica attaccato alla suola... forse la tazza wc con le staffe?
Il cane è il miglior amico dell'uomo, la borsetta della donna. E' un'equazione esistente da anni ed anni: cane sta all'uomo come borsetta sta alla donna. Lei è l'amica, la confidente, il pronto soccorso, la compagna di viaggi; per le donne la borsetta è come per gli uomini andare in vacanza in camper, anche se la maggior parte di loro non ne capisce l'utilizzo. Oggigiorno le borsette somigliano sempre più a trolley date le dimensioni, ma a noi donne piace farci del male. "Preso una borsa grande, così trovo le cose più in fretta perché sono poche in tanto spazio!". Quante di voi non hanno mai usato queste parole? Già... lo immaginavo! La borsa più è grande e più ti risucchia nella tentazione di riempirla fino all'ignoranza.
Sì inizia sempre dal portafoglio, grande quasi quanto la borsa e pieno di tessere di supermercati e scontrini. Poi si passa alle chiavi e ai telecomandi: automobile, casa, allarme, cancello, basculante. Cellulare, a chi va male due o tre: uno Vodafone per parlare coi familiari, uno Tim per parlare con il marito/compagno/fidanzato/moroso e uno della 3 per parlare con la migliore amica/o. Sigarette per chi fuma o mignon di Braulio per chi beve. Burro di cacao, sensibile e gnucco per l'inverno, alla fragola per l'estate. Trousse con piccoli beni di prima necessità: lip gloss, cipria, specchietto, lima per le unghie, pinzetta, pettinino e set da cucito (che non si usa mai e non si potrà mai usare poiché cosparso di polvere di cipria). Fazzoletti di carta e uno di stoffa (pieni di tutti i pelucchi possibili e immaginabili). Cosi per cosare in quei giorni in cui si hanno le proprie cose e salviettine Chilly verdi -che dopo ogni uso fanno maledire il giorno in cui si sono comprate per avere più punti fragola-. Macchina fotografica, per beccare il tramonto e l'arcobaleno del momento. Occhiali da sole, e a chi va male anche occhiali da vicino, lontano e tutto il necessario per pulire le lenti a contatto, sempre che non si voglia disinfettarle con una sana e classica sputacchiata. Cerotti, collirio, una aspirina scaduta nel '96, tubo di Vivin C, blister di Neo Cibalgina (da cosare in quei giorni lì, dove si cosano le proprie cose) e salviettine disinfettanti. Insomma, vedete anche voi che sono tutte cose delle quali non si può assolutamente fare a meno, e noi donne lo sappiamo e ci gongoliamo anche se una di queste cose un giorno dovesse risultare utile.
Gli uomini no, loro preferiscono mettere tutto nel portafogli riponendolo poi con anche poca eleganza nella tasca destra del proprio paio di jeans (con una mano, perchè con l'altra si grattano i m...). L'effetto è sempre quello di un McBacon nella custodia di polistirolo, trasformandoli in esseri monochiappa che, anche col fantomatico borsello, non rinunciano al riscaldamento di almeno uno dei due glutei. I borselli degli uomini sembrano sempre sottovuoto, mi piacerebbe tanto sapere cosa c'è dentro... probabilmente il fazzoletto di stoffa, usato e ripiegato in quattro come nuovo, ma con un cuore ricco di storie da raccontare. Per non parlare di quelli che poi il McBacon lo mettono nella tasca davanti... illusi....
Ma poi arriva il giorno in cui devi andare a un matrimonio, e per una donna non poter usufruire della Roncato di tutti i giorni è una vera e propria frustrazione. E loro, le commesse, ti incretiniscono con straminipochettinemonodito che devi tenere assolutamente chiuse perché anche con l'aria si riempirebbero fino a scoppiare. E per un matrimonio si può anche chiudere un occhio su due o tre cose qui sopra elencate, ma bisognerà pur trovare il modo di portare la patente per garantire un ritorno a casa tranquillo a tutta la famiglia, no? Ma la patente non ci sta, fa niente, c'è lo zio Gino che non beve perché ha problemi di coronarie, ci porterà a casa lui. Il fazzoletto! Come si fa a non portare un fazzoletto? Ai matrimoni si piange, si mangia... no no, il fazzoletto ci vuole. E quello ci sta.
Ma quest'anno c'è un nemico in più della donna: l'igienizzante per le mani Amuchina. Pare che se non lo compri muori. Non fa niente se miliardi di persone si sono scaccolate fino a ieri nei treni, nei tram, nelle metro e nei taxi: oggi c'è l'igienizzante delle mani e tutti i problemi sono risolti, non ci si ammalerà mai più. Sì, sempre che si scampa all'epatite presa con gli anni di caccole infette, ovvio.
E allora, sempre nel famoso matrimonio, ci si trova davanti ad un bivio: portare il fazzoletto e ammalarsi di suina oppure stare sani e smoccolare sulla giacca del marito/compagno/fidanzato/moroso/amico/velodellasposa?
Cari amici, la vostra piccola indianina sta perdendo i colpi, e assieme ai colpi anche qualche diotria. Durante l'ultima visita oculistica mi sono accorta che A) troppo tempo è passato dall'ultima e il linguaggio tecnico si è evoluto, B) se vado avanti così dovrò usare una tastiera in braille.
L'oculista che mi ha scandagliato gli occhi mi ha detto che pur avendo una ruota nuova di zecca, continuo sempre ad usare quella liscia; che è come se avessi una Ferrari senza saperla guidare; che il mio occhio sinistro è una Rolls Royce e quello destro una Cinquecento. Per un attimo mi sono chiesta se per caso mi ero confusa gli appuntamenti e ora mi trovassi dal meccanico a far la revisione mentre la mia auto stava cercando di leggere dei numeri alla parete....
Morale della favola: lenti nuove, ergo occhiali nuovi. E dire che io volevo solo farmi gli occhiali da sole... ho fatto doppietta, e oggi è arrrvata la merce.
Gli occhiali da vista sono molto Mary Star Gelmini, ma le montature super colorate e super strassate non fanno per me, quindi ho puntato su qualcosa di più normale, ma soprattutto che possa durare come, se non di più, dei miei fedelissimi Gucci declassati a occhiali da vicino. Per il sunglasses non si discute, il classico è d'obbligo!
Così, oggi, inorgogliona dei miei acquisti, i miei occhi nuovi si imbattono in qualcosa di veramente incredibile: il curriculum più minimalista che mi sia capitato mai...
E dopo l'OH MY GOLD e la Pinko, Citroën ci ricasca e affida l'arduo compito di arredare la nuova C3 Picasso a quella genialona della Luisa Beccaria; questo è il risultato:
Ben inteso che alla stilista milanese piacciono le rose, e scorta la sottile similitudine coi temi Blumarine, siamo davanti a una vera propria fioriera a quattro ruote. Un appena accennato tributo al lilla-rosa, tendenza P/E 2010, e al floreale... in primavera... come direbbe Miranda Priestly "avanguardia pura".
Sulla carrozzeria, sui cerchi -che tra l'altro ricordano molto quelli del camper di Barbie con cui giocavo da piccola e che ho prudentemente restaurato con l'arrivo di Luna Nascente-, sui sedili (canapa stampata, mica cinese sintetico)... rose ovunque... persino il pomello del cambio è una rosa (vetro di Murano, mica fondo di Cavicchioli Amabile)... pare di guidare una serra di Sanremo...
La plancia presenta vani porta-trucchi e porta-borsa.... e possiamo anche essere d'accordo sul porta-borsa, che quando fai una frenata immancabilmente si riversa sul tappetino infangato travasandone tutto il contenuto, ma.. quando ci si mette in macchina una non dovrebbe essere già truccata? O portare solo il necessaire in borsa?? Manca solo il casco che scende dal tettuccio per asciugarti i capelli in mezzo al traffico (ovviamente a forma di rosa) e poi, volendo, ci si può organizzare anche diversi pigiama party....
Ma poi, d'inverno, come si fa? E i tappetini? Sono di erba sintetica? Ma Picasso, è d'accordo??